Blocchi corporei e qualità del dolore

Piacere e dolore nella percezione comune sembrano essere antitetici; come a dire che l'uno può esistere solo in assenza dell'altro. Ma questa visione pecca di superficialità.
Ci sono dolori fisici molto diversi fra loro: un dolore puro che blocca il respiro, fa stringere il corpo e la sua energia, è un dolore che non ci conduce in nessun luogo utile. Superando la soglia del tollerabile, non produce nessun altra sensazione se non quella del dolore stesso. La reazione istintiva che provoca è la fuga, l'allontanamento.

Viceversa esiste un'altra forma di dolore somatico, che viene percepito quando un'area irrigidita viene manipolata, percossa, stirata, compressa, frizionata. Questo è un dolore assolutamente diverso, che il più delle volte si accompagna ad un senso di liberazione e di espansione del corpo energetico: il respiro si ampia, il corpo fisico si rilassa, la mente si acquieta.
Questo tipo di dolore "positivo" (lo potremmo anche definire dolore dolce, in contrapposizione al dolore amaro che è quello del primo tipo) è molto conosciuto in tutti i percorsi di terapia corporea che lavorano sui blocchi. I terapisti bioenergetici, i rebalancer, gli osteopati, i rolfer percepiscono bene come spesso sotto le loro mani i tessuti in quel momento da loro manipolati, percossi o pressati, essendo rigidi e bloccati, inviino al sistema centrale inequivocabili segnali di dolore. Ma il terapista che accompagna il paziente sa che questo dolore è funzionale per lavorare sui blocchi corporei dato che questi ultimi – che sono la traduzione somatica delle emozioni negate e delle convinzioni limitanti – necessitano di una certa energia per poter essere smossi. I terapisti sanno inoltre che accompagnando i loro pazienti nell'ascolto del "dolce dolore", potrà accadere non solo che essi sperimentino l'abbandono delle proprie dolenti rigidità - accedendo a stati di rilassamento sconosciuti - ma possano anche incappare in tempeste emozionali che sembrano sorgere dal nulla e che invece posseggono proprio una forte radice corporea nelle tensioni tissutali che vengono smosse. In questi casi l'operatore saprà offrire un empatico spazio di contenimento emozionale, senza giudizio e senza mete prefissate, in cui la persona potrà sentirsi libero di stare con tutto ciò che arriva, senza enfatizzare ma anche senza frenare.
Durante questo percorso è opportuno che il paziente sia il più possibile ricettivo; entri in una condizione di ascolto delle proprie sensazioni e del proprio dolce dolore senza contrastarlo ma lasciandosi attraversare da esso. Ciò può avvenire soprattutto attraverso l'espansione del respiro, il cui movimento scenderà nel corpo fino a coinvolgere l'area pelvica, potrà essere percepito nel bacino (e nei genitali) e successivamente fluirà nei punti di maggiore dolore. Visualizzare il respiro come un'onda che attraversa il punto che duole, è una ottima strada per sperimentare il dolce dolore.

Il terapista che accompagna il paziente in questo viaggio è molto attento alla qualità delle risposte di quest'ultimo, ben sapendo che il confine dolce-amaro è talvolta labile e che il significato di questo lavoro risiede proprio nel rimanere a ridosso di questo confine senza mai superarlo del tutto.
In una seduta che utilizza il percorso sul dolce dolore, è opportuno che si dedichi una fase conclusiva al riequilibrio della percezione del contatto marcato/leggero, attraverso contatti sfiorati che espandano al massimo il respiro e possano supportare una o più onde di mobilizzazione energetica.

INFORMATIVA SUI COOKIE
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di utilizzo del sito. Continuando la navigazione nel sito senza cambiare la configurazione del tuo browser, potremo ritenere che accetti di ricevere cookie da questo sito.
In ogni caso, se preferisci, puoi modificare la configurazione dei cookie in qualunque momento. Tutti i moderni browser, infatti, ti consentono di modificare tali impostazioni. Abitualmente puoi trovare queste configurazioni nei menu "opzioni" o "preferenze" del tuo browser.
chiudi